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Il tribunale di Sihanoukville, in Cambogia, ha condannato un cittadino italiano, F. Cencini di 43 anni, a 2 anni di carcere per abusi sessuali verso quattro minori tra gli 8 e i 13 anni e al pagamento di una multa di 500 dollari per ciascuna vittima. La sentenza è stata resa pubblica lo scorso 11 settembre ed immediatamente l’accusato è ricorso in appello. L’italiano rimarrà così libero fino al giudizio finale.
F. Cencini è stato arrestato lo scorso febbraio e liberato nel mese di maggio. In un primo momento le accuse mosse sono state per abusi sessuali, ma in maggio a causa della nuova legge Anti-Traffico sugli esseri umani, si sono trasformate in semplici “atti indecenti contro minori di 15 anni”. Il tribunale ha proceduto alla confisca del passaporto di Cencini lasciandolo in libertà vigilata.
Il direttore del Progetto Protect con cui Global Humanitaria e APLE lavorano a stretto contatto, Seila Samleang, considera inaccettabile che venga permessa a Cencini la libertà. Nonostante l’equipe di Protect sia molto preoccupata che l’accusato tenti di mettersi in contatto con le vittime per convincerle a cambiare testimonianza, Il tribunale ha comunque deciso che potrà rimanere libero fino al giudizio di appello.
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