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Global Humanitaria Italia Onlus aderisce alla "Marcia mondiale contro la violenza", una mobilitazione sociale promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre, per creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall'alta probabilità di un conflitto nucleare e dalla corsa agli armamenti.
La marcia partirà il prossimo 2 ottobre 2009 (data di nascita di Ghandi e Giornata internazionale della Non violenza) da Wellington (Nuova Zelanda) e si concluderà il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina). La marcia coprirà una distanza di 100.000 km e, con un’ equipe di base di 100 persone di diverse nazionalità, farà il giro del mondo.
In tutto questo periodo, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per sensibilizzare sull'urgenza della Pace e della Nonviolenza.
La proposta degli organizzatori è che la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza diventi la più grande marcia mondiale di tutti i tempi. Questa iniziativa ha preso corpo con l'adesione di centinaia di organizzazioni nel mondo tra le quali la Croce Rossa, Amnesty International e di personalità nel mondo dell’arte, dello sport e delle scienze, tra gli altri il Premio Nobel per la Letteratura José Saramago, il Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu, l'intellettuale Noam Chomsky, il drammaturgo Ariel Dorfmann.
LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE
• il disarmo nucleare a livello mondiale, • il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati, • la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali, • la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e • la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.
La marcia passerà in Italia dal 7 al 12 novembre 2009 (in particolare a Milano passerà l'11 Novembre 2009) e chiederà la scomparsa delle armi nucleari, la riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti, l’impegno del governo alla pace nel paese e ad adoperarsi per la soluzione nonviolenta dei conflitti in corso nel mondo.
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