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Sono state le piogge più intense degli ultimi 15 anni ed hanno causato gravi inondazioni a Cuzco, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza. Il mal tempo ha portato allo straripamento dei fiumi che hanno inondato campi ed abitazioni.
Il crollo di ponti come quello di Pisac o di Ollantaytambo hanno provocato la chiusura del Cammino Inca e del parco archeologico della zona.
Un centinaio di turisti sono stati evacuati, la settimana scorsa, a Machu Picchu.
Oltre alla provincia di Huanta, sono state seriamente colpiti da smottamenti e piogge anche i dipartimenti di Huancavelica, uno dei più poveri, e Apurimac. Diversi abitanti del sud andino sono sfollati in attesa di aiuti e soccorsi.
Puno
Direttamente dal posto, Luis Olivera, direttore di Global Humanitaria Perú ci racconta che molte persone abitano in zone a rischio, come nelle vicinanze di fiumi o alla foce di questi, per cui il rischio valanghe di pietre e detriti è altissimo.
A Puno, continua Luís, la situazione si è aggravata la scorsa settimana, ed anche ad Ayaviri, Yunguyo, e a Taraco (Putina) dove non è ancora possibile accedere a causa dello straripamento del fiume Ramis. Oltre al tempo e al freddo, è crollato il ponte Macusani e è straripato il fiume di Putina. L’equipe di Global Humanitaria sta valutando la situazione, anche se sembra che l’area di lavoro dell’associazione non abbia subito danni. Il presidente regionale Hernán Fuentes ha dichiarato che le piogge hanno colpito più di 22 mila contadini, hanno distrutto 23 mila ettari di coltivazioni e ucciso 25 mila animali. Inoltre più di 100 chilometri di strade sono del tutto inagibili. Le perdite economiche si stimano sui 26 milioni di dollari.
Bolivia
Anche la Bolivia è stata colpita dal “El niño”. Il presidente Evo Morales ha dichiarato venerdì scorso " lo stato di emergenza nazionale" per far fronte ai danni causati dalle intense piogge e inondazioni che hanno portato morti e più di 100.000 colpiti.
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