Global Humanitaria Italia onlus
 
SALUTE SICUREZZA ALIMENTARE CASE DI ACCOGLIENZA SVILUPPO SOCIO ECONOMICO
EDUCAZIONE FORMAZIONE EMERGENZA DIFESA DEI DIRITTI UMANI
PROGETTO PROTECT

Per GLOBAL HUMANITARIA la difesa dei diritti dell’infanzia è fondamentale. L’organizzazione, oltre a seguire programmi che assicurino una crescita adeguata della popolazione infantile attraverso un’ alimentazione equilibrata e la scolarizzazione primaria, sostiene progetti rivolti a bambini che hanno bisogno di un’attenzione e protezione speciali: é il caso dei bambini di strada della Cambogia.

 

Global Humanitaria e l’ organizzazione locale Action Pour les Enfants (APLE) nel 2003 hanno avviato in Cambogia il progetto Protect: un progetto che lotta contro lo sfruttamento sessuale minorile, promuove la difesa e la protezione dei diritti umani, persegue i colpevoli di reati di pedofilia nel paese, fornisce protezione legale ai bambini abusati e si preoccupa del loro reinserimento nella societá attraverso assistenza psicologica e case di accoglienza.

La Cambogia è uno dei paesi più poveri dell’Asia: secondo gli Indici dello Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo la speranza di vita di un cambogiano é di 56 anni, piú del 77% della popolazione vive con meno di 2 euro al giorno e il 35% delle donne maggiori di 15 anni non sa né leggere né scrivere.


È inoltre un paese il cui Governo non è in grado di garantire stabilitá politica, sviluppo economico, una qualitá di vita sostenibile e l’accesso ai servizi di base alla popolazione.

Questi fattori, uniti ad altri quali la povertá delle famiglie e i frequenti casi di violenza domestica e rotture familiari, sono le cause principali dell’ esistenza in Cambogia di un numero molto elevato (tra i 10.000 e i 20.000) di bambini e bambine che, disertando le scuole, vivono e lavorano ogni giorno sulle strade e che, per procurarsi cibo e soldi, cadono facilmente nella rete di pedofilia e prostituzione ormai saldamente radicata nel paese.


L’area di intervento del Progetto comprende la capitale Phnom Phen e le cittá di Sihanoukville e Siem Reap, dove sono migliaia i bambini vittime di abusi sessuali da parte di turisti spesso stranieri: a causa della passività e della corruzione della polizia e dell’amministrazione cambogiane queste persone riescono purtroppo ad agire indisturbati e ad approfittare delle condizioni nelle quali vive la popolazione infantile, violando qualunque regolamentazione nazionale e internazionale sulla protezione dei diritti dei bambini.

 

Al fine di proteggere i bambini vittime di abusi e fornire loro assistenza sociale Protect sostiene le attivitá di 3 Case di Accoglienza (Sakarach I per le bambine, Sakarach II per i bambini e Our Home per gli adolescenti), dove sono ospitati attualmente 95 minori, vittime di abusi sessuali, i quali, presso queste strutture ricevono pasti quotidiani, cure mediche, ma soprattutto protezione, appoggio psicologico e tanto affetto, nella prospettiva che possano riemergere da un’infanzia segnata dalla miseria e dalle violenze.


Protect prevede anche un lavoro di investigazione e denuncia dei casi di stranieri colpevoli di aggressioni o abusi sessuali a minori, offre consulenza e rappresentanza legale alle vittime e promuove attivitá di sensibilizzazione sul tema dello sfruttamento sessuale e dei diritti dei minori, coinvolgendo in queste attivitá le istituzioni pubbliche del paese, gli agenti dell’ordine e i corpi di polizia cambogiani e internazionali.

 

Il lavoro di investigazione e denuncia non è facile in un paese nel quale la corruzione riguarda tutti i livelli del potere e dove molti degli accusati riescono a rimanere liberi malgrado le testimonianze e le prove raccolte. Dei 270 casi investigati finora da Protect, 120 sono stati inoltrati alla polizia che ha realizzato 45 arresti. Protect si adopera affinché vengano applicate le leggi internazionali, vigenti in 32 paesi, che permettono di estradare i pedofili stranieri affinché siano giudicati nel loro paese di origine. La polizia federale degli Stati Uniti sta collaborato attivamente, applicando la Protect Act, una legge del 30 aprile 2003 in base alla quale i cittadini degli USA che hanno commesso abusi sessuali contro minori su suolo straniero possono essere giudicati nel paese di provenienza. Anche la polizia federale australiana, canadese e neozelandese stanno collaborando nelle investigazioni.


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