Dopo il terremoto 2: la storia di Sunay

[14/7/2023]

Lo scorso febbraio, due grandi terremoti di magnitudo 7,8 e 7,6 hanno ucciso almeno 50.000 persone nel sud della Turchia e più di 7.000 nella Siria nordoccidentale. 
Sono più di 100.000 gli edifici crollati. Da allora, Global Humanitaria ha consegnato beni di prima necessità ad Hatay, una delle regioni più colpite dal terremoto.

"Noi abitavamo al secondo piano” ci racconta Sunay "la notte del terremoto non siamo riusciti ad uscire dall’edificio, mio marito è non vedente e non potevamo scendere finché le scosse non fossero cessate. È stato terribile.”
La loro casa è stata fortemente danneggiata ed ora Sunay vive in una tenda con i suoi tre figli adolescenti e il marito.
Nello stesso palazzo vivevano anche i suoceri molto anziani e con problemi fisici. 
Loro ed altre quattordici persone hanno vissuto tutti in un furgone, finché non hanno ottenuto due tende. Ma, la tenda utilizzata dai suoceri e molto fatiscente e quella usata dalla famiglia di Sunay è davvero poco spaziosa.
Come il resto delle persone che vivono in questo accampamento improvvisato, non hanno accesso all'acqua, ai bagni e non possono in alcun modo lavare i propri vestiti o le stoviglie che hanno. 
Sunay ci racconta che “cuciniamo con un gas da campeggio, ma non abbiamo soldi per comprare le ricariche una volta finite le bombole. Viviamo senza sapere quante volte o in quale giorno della settimana riceveremo qualche aiuto umanitario”.
Ma quello che la preoccupa di più è il futuro dei suoi figli perché possano tornare presto a scuola per affrontare l'esame ed iniziare il liceo"Posso passare tutta la mia vita in una tenda, ma non sopporto di vedere i miei figli in questa situazione", conclude.
 
Siamo a Samandag
Nella sola Hatay, più di 21.000 persone hanno perso la vita e più di 24.000 sono rimaste ferite. In questa zona della Turchia meridionale, in città come Samandag (121.109 abitanti) è crollato praticamente il 100% degli edifici. Tutto ciò ha fatto sì che la sua popolazione improvvisasse accampamenti dove decine di persone si accalcano, condividendo piccoli spazi con tutti i loro esigui effetti. Si cerca di stare il più vicino possibile ai soccorsi che arrivano a malapena con dei furgoni. 
Le piogge, la mancanza di prodotti per l'igiene, di servizi igienici, di docce e di indumenti puliti mettono a rischio la salute della popolazione. 
Global Humanitaria collabora con la ONG locale CYDD identificando i bisogni delle famiglie concentrandosi principalmente sui bambini. Abbiamo portato cibo, vestiario e prodotti per l'igiene.